16 Dicembre 2020

CV Europass: sì o no?

I pro e i contro del formato di curriculum più conosciuto (e discusso)

Un tempo lo chiamavano “formato Europeo”, adesso lo incontriamo ovunque con un più universale “CV Europass”, ma il formato di Curriculum Vitae promosso dall’Unione Europea fin dal lontano 1995, è ancora di moda, vive e combatte insieme a noi.

Ma come se la passa oggi il CV Europass? Quanto è riuscito a stare al passo con i tempi e le continue evoluzioni del mercato del lavoro e delle regole di comunicazione moderne? Diciamo bene, ma non benissimo.

Negli ultimi mesi si è aperto un nuovo capitolo, quello della creazione del curriculum esclusivamente online: dopo il file in formato .doc, divenuto negli anni così contorto da non riuscire ad uscirne quasi mai sani e salvi, e dopo una fase ibrida con il Word scaricabile dalla piattaforma web, Europass ha deciso di immergersi completamente nella realtà digitale.

Come funziona

Per creare un CV in formato Europass oggi è necessario passare per il sito https://europa.eu/europass/it , iscriversi al portale (gratuitamente) e costruire il proprio profilo in tutte le sue parti (dalla foto alle informazioni personali, dalle esperienze di formazione e lavoro alle competenze). Una volta completata la compilazione (abbastanza ispirata LinkedIn), si potranno selezionare tutte le voci da includere nel CV e scegliere, tra le tre opzioni disponibili, il tipo di impaginazione preferita: il sistema si occuperà di fare tutto il resto, creando un file .pdf scaricabile o rendendo il CV disponibile sulla piattaforma del lavoro Eures.

I pro del CV Europass

  • Rimane ad oggi il formato di curriculum più conosciuto: ogni selezionatore capirà cosa stiamo cercando nel momento in cui ci presenteremo con questo foglio in mano.
  • Questo nuovo sistema facilita sicuramente la compilazione: non dobbiamo più preoccuparci dell’impaginazione in tabelle che trovavamo nel formato .doc: sicuramente il risultato finale sarà ordinato (a patto che non ci siano errori di ortografia: il sito non fa miracoli).
  • Si può scegliere tra tre impaginazioni possibili, a fronte dell’unica disponibile precedentemente.
  • Il sistema permette di collegare il proprio profilo Europass alla rete europea del lavoro Eures, rendendo visibile il proprio CV alle aziende iscritte alla rete stessa.
  • Sempre valido e chiaro il sistema di autovalutazione del Quadro Comune Europeo delle Lingue; con la nuova versione online, migliora anche la parte relativa alle competenze digitali, ora organizzate con il sistema dei Tag.
  • In alcuni casi (concorsi o selezioni prevalentemente in ambito pubblico) il Curriculum Vitae è espressamente richiesto in formato Europass: meglio averne sempre uno pronto da usare.

I contro del CV Europass

  • L’Europass vive da sempre una grande contraddizione: perché cercare di uniformare il curriculum degli utenti di tutta Europa se le aziende dichiarano di soffermarsi pochi secondi su ogni singolo profilo, alla ricerca di qualcosa che li colpisca? Il CV è lo strumento attraverso il quale cerchiamo di ottenere un colloquio, ancor prima di un lavoro: giusto il proposito del “tutte le persone sono uguali e devono essere giudicate solo per quello che sanno essere e sanno fare”, ma avere la possibilità di differenziarsi dagli altri fin dal formato sembrerebbe poter rappresentare un punto a favore di ogni potenziale candidato.
  • Anche nelle tre nuove versioni disponibili online, l’Europass risulta alla vista un po’ noioso e sicuramente già superato. Basterà fare una ricerca sui vari formati disponibili oggi (formato infografico, videocurriculum, instaCV, ecc.) per capire che il CV Europass sembra rimanere su un binario parallelo rispetto all’evoluzione della comunicazione (visiva e non solo).
  • Le impaginazioni automatiche create dal sito continuano, com’era già nel CV Europass in formato .doc, a sviluppare le informazioni in lunghezza, portando facilmente alla nascita di documenti di 2, 3 o più pagine. Se è vero che i selezionatori dedicano pochi secondi al nostro CV, cercare di rimanere brevi e chiari, con solo le informazioni fondamentali e interessanti per chi legge, potrebbe risultare decisivo.
  • La parte relativa alla descrizione delle competenze rimane irrisolta: oltre alle competenze linguistiche e informatiche (già citate sopra), rimangono in piedi categorie preimpostate per la definizione delle nostre capacità (“competenze comunicative e interpersonali”, “competenze di gestione e direttive”, “competenze organizzative”). Queste potrebbero mettere in difficoltà chi volesse raccontarsi in maniera differente, usando una classificazione più personalizzata: per farlo bisognerà selezionare la voce “altro” dal menù a tendina…azione tutt’altro che immediata.

Quale scelta fare?

Nonostante tutto, l’Europass continuerà ad essere valido, e spesso richiesto, per ancora molto tempo: per questo sarà bene avere sempre con sé a portata di mano un curriculum aggiornato e in questo formato.
Allo stesso tempo chi saprà capire l’evoluzione della comunicazione anche nel mondo del recruiting, chi si preoccuperà di costruire un’immagine di sé più fresca attraverso formati più moderni, grafici e dinamici, forse riuscirà a crearsi qualche chance in più fin nella propria ricerca di lavoro.

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